La cliente allunga una confezione di DVD oltre il bancone. La prendo, le sorrido e faccio per battere il prezzo.
- Sa dirmi quanto spazio hanno? - chiede gentile.
- Poco più di quattro giga e mezzo - rispondo.
Mi guarda pensierosa: - Dice che c'entra un filmato?
- Dipende da quanto è grande. Quattro giga, comunque, sono davvero tanti: direi di sì.
Mi sorride e io ricambio.
- Scusi! - L'uomo ci interrompe prima che possa tornare alla cassa. - Sa dov'è il bar?
Schiocco un'occhiata infastidita: lo so, sono poco tollerante in questo periodo, ma vorrei solo finire il mio lavoro e... Comunque: - Prenda la scala mobile: deve scendere di un piano.
- Giù?
- Già.
- Quindi di sotto.
Inarco le sopracciglia: - Direi di sì!
Il signore ringrazia rapidamente, allontanandosi. Lo seguo con lo sguardo e lo vedo superare la scala discendente e avvicinarsi a quella ascendente. Vorrei chiamarlo, ma da quella distanza non mi sentirebbe. E' lui a girarsi, comunque; chiude la mano a pugno e alza l'indice, muovendola un paio di volte verso l'alto per chiedermi conferma. Scuoto la testa, rivolgo il mio indice al pavimento, e faccio lo stesso gesto. Come stordito, l'uomo rimane immobile, gli occhi aperti, perplessi. Poi si gira e sale.
Resto a bocca aperta, con la confezione di DVD ancora in mano. La signora - che ha seguito tutta la scena - ha la mia stessa identica espressione. Si volta a guardarmi, ma non riesce a trovare le parole. Le vengo incontro: - E' così ogni giorno.