Cronache di un lavoro qualunque

Un commesso, come tanti, come tutti, che cerca di arrivare a fine mese sopravvivendo ai paradossi del lavoro quotidiano.
giovedì, 25 giugno 2009

Il peso del capire

   Sara esce dall'ufficio di Davide sbattendo la porta. Cammina rigida verso il corridoio-dipendenti, lo sguardo sui piedi, le mani chiuse a pugno.
   - Allora? - Il cliente con cui stavo parlando mi richiama.
   - Ah! Mi scusi. All'assistenza tecnica glielo cambiano di sicuro. - Gli consegno il lettore DVD e mi avvio verso il corridoio-dipendenti, ma un altro cliente fa per bloccarmi; fortuna che Valter lo intercetta prima, facendomi capire con un cenno che ha assistito alla scena di poco fa. Subito prima di entrare scorgo con la coda dell'occhio Davide che si affaccia dall'ufficio.
   Sara è lì, appoggiata con la spalla sul distributore di caffè. Questi sono i momenti peggiori: cosa dico? come lo dico? ma soprattutto: qualcuno mi ha autorizzato a dirlo? Se Sara è venuta qui senza chiedere niente a nessuno, magari voleva essere lasciata in pace. Perché queste fantastiche intuizioni mi vengono un attimo dopo? (Oh, io passato, se solo ti applicassi di più!)
   - Ehi, tutto bene? - chiedo.
   - Una meraviglia.
   "Meno male! Pensavo fossi arrabbiata e volessi sfogarti. Allora me ne torno a lavoro". Perché le relazioni umane sono più complicate di così?
   - Che è successo?
   - Niente.
   Ovvio. Perché mai dovrebbe essere successo qualcosa? Uno non può nemmeno sbattere la porta del proprio capo e ficcarsi in un corridoio durante l'ora di lavoro?
   Sospiro: - Ehh, non ci sono più i "niente" di una volta. I "niente" di oggi sembrano sempre "qualcosa". - Mi fermo a pochi passi da lei. - Dei niente ogm, insomma.
   La sento ridacchiare - e mi distendo -, ma anche tirare su col naso.
   - Piango per ogni stronzata - fa lei.
   - Tu? Ma tu non piangi mai, sei una donna di ghiaccio! In reparto ti chiamiamo Crudelia, lo sai?.
   - Dai... - Si gira, ride, ha gli occhi rossi. Le chiedo cos'è successo. Dice niente. Dico ok. Dice che aveva chiesto questo week-end da tre settimane, ma oggi Davide le ha detto di no. Perché? Pare che non prendano ancora degli interinali e questo fine settimana siamo a corto di personale; o qualcosa del genere, non ha capito bene.
   - Ok. - Inspiro un bel po' d'aria; arriccio le labbra e lo sguardo mi cade su un angolo sporco del corridoio, sull'armadietto nel lato opposto, sui jeans di Sara, sui suoi occhi che guardano a terra, di nuovo sull'angolo sporco. Poi espiro: - Ora ti va di dirmi cos'è successo veramente?
   Mi lancia un'occhiata alla "Non capisco". Poi capisce, e capisce che capisco, e gli occhi si rifanno rossi, e dice un altro "Niente", e si asciuga le guance, e se ne va verso il reparto, e io rimango lì, solo, a non saper che farmene di questa intuizione, a chiedermi se sia meglio capire, capire a metà, o non capire affatto; a pensare, tutt'a un tratto, all'esame di neurobiologia di ieri.
   Qualche domanda guizza nella testa come una scintilla. La lascio spegnere, mi ficco le mani in tasca e torno a lavoro.




*voi capirete, invece, che è un periodo densissimo e mi scuserete, spero, se anche ieri ho saltato. Luglio = esami. E' giugno, lo so, fa lo stesso. Mi sto fondendo.
postato da DanteHicks alle ore 16:13 | link | commenti (4)
categorie: colleghi

Commenti
#1    25 Giugno 2009 - 21:35
 
criptiche le donne, ma mai abbastanza...
è una cosa odiosa, soprattutto quando ti dicono "niente" ma sai che in realtà vorrebbero scoppiare..
utente anonimo

#2    26 Giugno 2009 - 10:03
 
cia' cosa e' successo? Non puoi lasciarmi cosi' in sospeso
utente anonimo

#3    26 Giugno 2009 - 11:18
 
noi che non siamo intutitivi come te , non ci abbiamo capito "niente" :/
bello delurkarsi per manifestare la propria insipienza XD cmq complimenti per il blog, l' ho scoperto con la segnalazione di Eriadan e lo seguo sempre con molto piacere ^^
utente anonimo

#4    27 Giugno 2009 - 11:27
 
Perché non credere che sia vera la storia del weekend? Poteva anche aver programmato delle cose importanti da fare e non si aspettava il rifiuto del capo. Certo, piangere in mezzo al corridoio puó far pensare che ci sia altro dietro....o c'è altro che io, essendo nuova del blog, non so/non capisco?? =P
Prometto che ho recupero quello che non so leggendo tutto appena ho un attimo di tempoooo!! ; )
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