Cronache di un lavoro qualunque

Un commesso, come tanti, come tutti, che cerca di arrivare a fine mese sopravvivendo ai paradossi del lavoro quotidiano.
giovedì, 08 maggio 2008

Volpi

   Lavorando presso il centro capisco sempre più perché il simbolo della furbizia sia la volpe e non l'uomo, nonostante la presunta differenza di intelletto che ci dovrebbe essere tra i due.
   Un gruppo di tre uomini dell'Est, tutti maschi, entra con un passeggino snodabile all'interno del nostro reparto. Michele ed io li guardiamo un po' perplessi: da un lato vorremmo fare qualche battuta di associazione tra quel quadretto e il film "Tre uomini e un bebè", dall'altro però ci manca il bebè, dato che il passeggino è completamente chiuso.
   Non vorrei peccare di presunzione, ma certe cose le capisci al volo dopo un po' che lavori qui. Così chiamiamo Piero che, discretamente, si apposta all'uscita del reparto insieme a due colleghi della sicurezza.
   Passa un buon quarto d'ora prima che uno degli uomini venga da noi per pagare un paio di auricolari da cinque euro. Batto cassa con estrema lentezza, mentre con la coda dell'occhio scorgo gli altri due uomini sgattaiolare da dietro uno scaffale e dirigersi verso l'uscita, con il passeggino aperto, il tettuccio tirato completamente su e una tendina impermeabile blu ben sistemata al di sopra.
   Consegno lo scontrino all'uomo e gli sorrido: - Guardi che qui dentro non piove mica.
   Non capisce, sorride, e se ne va.
   Michele ridacchia e mi dà un buffetto. Più tardi scopriremo che il "bebè" era un LCD da 32 pollici.
   Volpi...
postato da DanteHicks alle ore 15:12 | link | commenti
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