Cronache di un lavoro qualunque

Un commesso, come tanti, come tutti, che cerca di arrivare a fine mese sopravvivendo ai paradossi del lavoro quotidiano.
giovedì, 31 luglio 2008

L'inizio

   Il primo impatto per chi inizia a lavorae in un centro commerciale spesso è duro, granitico. Sei uno dei tanti precari, come va di moda chiamarli oggi, che crede di avere un disperato bisogno di portare a casa una pagnotta misera ed ammuffita, per la quale è pronto a ignorare i propri diritti di lavoratore, ad accettare gli innumerevoli strappi alla regola fatti dai superiori (che diventano vere e proprie lacerazioni al tuo status di dipendente), a non osare pronunciare alcuna obiezione di fronte a questi. Sei un numero, sei uno della coda. Così non ti sta bene? Avanti il prossimo.
   C'è chi cerca di mettere zucchero attorno a questa amara realtà, chi cerca di venderti un'illusione tramite l'allusione, e chi infine pensa che non valga la pena fare lunghi giri per dirti che le cose funzionano così, prendere o lasciare. Ogni volta sei alla mercé di due voci: quella di chi ti dice che il futuro è incerto e che un lavoro mal pagato e mal gestito, dove non farai ciò per cui sei stato assunto e dove l'eccezione ai tuoi diritti è la regola, è quanto di meglio potesse capitarti, e quella che ti spiega che offrirti questo lavoro è un favore che ti sta facendo, e che quindi fin dall'inizio tu vali meno di niente per lei.
   Come tutti noi, Mario è passato in mezzo a questo. Come noi, è arrivato qui senza la più pallida idea di cosa fare. Nessun superiore si prende la briga di spiegarglielo: perché dovrebbero? Ci siamo noi commessi. Commessi, non "formatori", ma a chi importa? Sanno bene, i superiori, che o insegniamo ai nuovi arrivati come funzionano le cose, o dovremo lavorare anche per loro. Se in certi giorni ignoriamo i nuovi arrivati, non rispondendo adeguatamente alle loro numerose domande, un po' è per mancanza di tempo e un po' è per la frustrazione di questa situazione.
   Sappiamo, però, che poi arriva il giorno in cui non ci sono nuovi ordini, in cui Johnatan e Sara se la cavano da soli in magazzino, in cui i clienti sembra che per una volta ti diano tregua. Allora alzi il collo e ti guardi attorno e vedi Mario in un angolo del reparto, lo sguardo perso, che non sa cosa deve fare quando non ha nulla da fare. Lo raggiungi e lui quasi si mette all'erta, ma poi gli fai un sorriso e di rimando ne abbozza uno impercettibile. Gli chiedi cosa fa, ti risponde un timoroso "niente", e poi gli strizzi l'occhio: - Vuoi venire a farti una pausa caffè con me?
   - Possiamo?
   - Pare che non ci sia molto da fare in questo momento.
   - Ah... allora, ok.
   - Ascolta, mentre andiamo volevo fare due chiacchiere con te. Magari c'è qualcosa che vorresti sapere sul lavoro e che nessuno ancora ti ha spiegato...
postato da DanteHicks alle ore 14:07 | link | commenti (6)
categorie: lavoro e paradossi
mercoledì, 30 luglio 2008

Pessimismo

   Michele: - Ecco, questo è l'ultimo blocco di fogli da fotocopiare.
   Io: - Uff... ancora? Ma il capo settore non poteva fotocopiarli da sé?
   Mario: - ...
   Michele: - Avanti, non sono molti. Dovremmo farcela in breve tempo.
   Io: - No, non ce la faremo mai!
   Mario: - ...
   Michele: - Beh, "mai" mi sembra un po'...
   Io: - Mai! Mai!! MAI! HAI CAPITO?! NON CE LA FAREMO MAI! MAI! NON CE LA FAREMO MAIIII!!! ODDIO, ODDIO PERCHE'? PERCHE' NOI?! PERCHE' PROPRIO NOI?! SIAMO SPACCIATI! SPACCIATI! E' TUTTO INUTILE! TUTTO INUTILE! NON CE LA FAREMO MAI! MAI! MAIIIIIIIIIIIIII!
   Mario: - ...
   Michele: - ...
   Io: - ...
   Mario: - ...
   Michele: - ...
   Io: - ...
   Mario: - ...
   Michele: - Non ti preoccupare, Mario. Fa spesso così.
   Io: - ...
   Mario: - Ah.
postato da DanteHicks alle ore 16:45 | link | commenti (2)
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martedì, 29 luglio 2008

Gli interinali (3)

   - Cacchio Dante! Cacchio!
   Mario trema come un alberello vittima di Katrina. Guarda il pavimento, poi alle mie spalle, poi mi guarda il petto: non riesco in alcun modo ad agganciare il suo sguardo. Chino la testa su un lato: - Nessuno dice più "cacchio"; non con quell'enfasi, almeno. Cosa c'è che non va?
   Già immagino la scena: mi dirà che un LCD o un impianto hi-fi gli è scivolato e si è disintegrato sul pavimento, ed io dovrò trovare una scusa accettabile per coprirlo al capo settore.
   - E' successo un guaio.
   Eccolo che arriva.
   - Che guaio?
   - I televisori.
   Ahia...
   - Aspetta, hai detto i televisori. Quanti ne hai rotti?
   Si blocca e finalmente mi guarda in faccia con aria quasi indignata: - Rotti? Non ne ho rotto nessuno!
   Uh?
   - Uh? E allora cos'è successo?
   - Non abbiamo finito di metterli a posto! Davide ci ha lasciato scritto di finire per mezzogiorno, ma è mezzogiorno e venti e ce ne sono ancora più della metà da sistemare!
   Stavolta mi blocco io. Codifico mentalmente il senso della sua frase e poi cerco di decifrare il suo volto per capirne le intenzioni. Attendo qualche altro secondo, per scongiurare qualunque possibilità che si tratti di una burla, e infine mi lascio andare ad un sorriso sinceramente compassionevole.
   - Ahh, mi ricordi me qualche mese fa... Vieni, che ti spiego come funzionano davvero le cose qui.
postato da DanteHicks alle ore 14:46 | link | commenti (3)
categorie: colleghi, lavoro e paradossi
lunedì, 28 luglio 2008

Gli interinali (2)

   - Pe' me è 'na schifezza.
   - Ma no, ti dico! - Passo a Valter un'altra confezione di DVD vergini con una mano, mentre con l'altra setaccio lo scatolone per cercare la confezione successiva. - Se gli dai un senso vedi come acquista valore!
   Valter indugia un attimo: - Addò li metto chist'?
   - C'è uno spazio lì, vedi? Dietro quegli altri..
   - Ah sì, eccolo. E pe' te il senso sarebbe...
   - ...la lotta tra la paura e l'amore, te l'ho detto. I demoni cattivi rappresentano tutte quelle persone che hanno paura e che si nutrono di essa. Ian, invece, è l'uomo che riesce ad amare, nonostante i problemi che ciò comporta.
   - Mmm...
   - Mentre ci pensi prendi quest'altra confezione: mi sta andando in cancrena il braccio a tenerla in aria.
   - Ciao... ragazzi... - Mario arriva col fiato corto. Si piega a metà appoggiando le mani sulle ginocchia ed inizia a fare dei profondi respiri. - Davide... detto... dovevo... aiutare...
   - Uè, uè guajoncè, sta cuiéto e piglia fiato! Non c'è fretta.
   - Gra... zie...
   Si tira su con fatica. L'evidente sforzo podistico lo fa sembrare ancora più secco. Guardandolo meglio noto che indossa un elegante camicia azzurra e un paio di pantaloni di lino neri, entrambi perfettamente stirati e piegati.
   - Cos'è, - ridacchio - stai cercando di far colpo su Sara?
   Mario si dà un'occhiata e sul suo volto emaciato compaiono delle chiazze porpora. - No, no. - Balbetta: - Devo andare ad una festa di compleanno, stasera. Diciotto anni.
   - Ahh, te la fai co 'e quatranèlle eh?
   Le orecchie diventano dello stesso colore della guance.
   Lo scruto un po' perplesso: - Scusa, c'è qualcosa che non mi torna: se la festa è stasera, perché ti sei vestito così adesso?
   - Non faccio in tempo a passare da casa, stacco troppo tardi.
   - Avresti potuto prepararti uno zaino con i vestiti per la festa.
   - Avrei voluto, ma il capo settore mi ha chiamato un'ora fa dicendomi di venire il prima possibile. Per sbrigarmi ho dovuto vestirmi direttamente con gli abiti della festa.
   Rimango a bocca aperta: - Mi stai dicendo che possono chiamarti il giorno stesso per venire a lavorare?!
   Valter annuisce: - Certi contratti da interinale prevedono questa possibilità.
   Mario mormora un rassegnato "Già".
   Queste sono quelle cose che mi fanno apprezzare il mio contratto.
postato da DanteHicks alle ore 14:52 | link | commenti (1)
categorie: lavoro e paradossi
venerdì, 25 luglio 2008

Gli interinali (1)

   L'estate è il periodo in cui vengono assunti più lavoratori interinali. Nulla di strano, dato che è la stagione in cui la maggior parte dei dipendenti si prende dei giorni di malattia. Ah già, è anche quella in cui i più vanno in ferie: che curiosa coincidenza. Tuttavia, l'assunzione degli interinali nel periodo immediatamente prima dell'estate non aiuta molto: sapendo che il loro lavoro non durerà che una manciata di mesi, senza alcuna possibilità di essere assunti a tempo indeterminato, l'interinale non si preoccupa di abbandonare il posto di lavoro nel momento in cui trova un'offerta migliore, o quando l'agenzia di viaggi gli conferma la vacanza a Tahiti.
   Comunque, agli occhi del cliente il reparto rimane più o meno invariato: un gruppetto di uomini e donne vestiti con gilet dai colori estivi continuano ad sgattaiolare tra gli scaffali per non essere presi.
   A noi commessi dipendenti, invece, cambia molto, moltissimo.
   - Scusa Dante.
   - Sì, Mario? - Mario è un allampanato interinale con un terribile ciuffo castano che gli copre la metà superiore destra della faccia: la prima volta che l'ho visto ho pensato che forse voleva nascondere una tremenda cicatrice, ma poi Sara mi ha spiegato che è la moda degli ultimi anni e che dovrei tenermi più aggiornato. Comunque sia, Mario è un caro ragazzo che suscita simpatia, sebbene finire a lavorare qui dentro sia stato uno strano scherzo del destino: per noi.
   - Mi hanno chiesto che sistema operativo ha questo portatile.
   - Suppongo Windows Vista.
   - Visita?
   - Vista.
   - Ah...
   Ho imparato a riconoscere la sua espressione tinteggiata di preoccupazione e senso di colpa: - Cos'è successo?
   - Io gli ho detto che non ero certo, ma che probabilmente era Windows '98.
   - Windows '98.
   - Sì.
   Odio mettermi in cattedra: - Tu hai Windows '98 sul PC?
   Corruga la fronte: - Non so...
   - Ok, ok. Secondo te perché si chiama Windows '98?
   Una mezza dozzina di piccole, sottili rughine gli increspano la fronte: - Perché... perché è stato fatto nel 1998?
   - Esatto! -  Espira, distende la fronte, accenna un sorriso. - E secondo te Bill Gates è l'uomo più ricco del mondo perché da dieci anni monta lo stesso sistema operativo su un miliardo di PC in tutto il mondo?
   Il sorriso si oscura. Mi sentirei quasi in colpa se non mi ricordassi che ieri mi ha chiesto se i CD possono girare anche sui lettori DVD.
   - Scusa Dante, hai ragione.
   Ammicco: - Capita, non preoccuparti. Ma non rimanere indietro!
   Sigh, non vedo l'ora che l'estate finisca.
postato da DanteHicks alle ore 15:10 | link | commenti (6)
categorie: colleghi, lavoro e paradossi
giovedì, 24 luglio 2008

Pollo e tacchino

   - Uè Dante, abbiamo un hamburger con pollo e tacchino?
   - Un hamburger con pollo e tacchino?
   - Pollo e tacchino.
   Squadro Valter disorientato. Sarà una domanda a trabocchetto? O c'è un significato simbolico di cui mi sfugge il senso?
   - Ehm, non credo di capire.
   Mi mostra un cellulare confezionato: - Chisto, secondo te, è un hamburger con pollo e tacchino?
   Resto qualche secondo a bocca aperta, gli occhi sgranati sul mio collega.
   - Valter, hai bevuto?
   - Io no, ma chist' coso elettronico pe' inventariare mi dice che st'affare è un hamburger con pollo e tacchino.
   - Oh.
   - E' quello che ho pensato anch'io.
   Sono un po' stordito.
   - Valter, probabilmente è rotto.
   - Dici? Ne sei certo?
   - Ok, torno a lavorare.
   Amo questo ragazzo.
postato da DanteHicks alle ore 15:27 | link | commenti (2)
categorie: colleghi
mercoledì, 23 luglio 2008

   Io: - E così ascolti hip-hop...
   Sara: - Sì. Fino a qualche anno fa lo seguivo moltissimo, almeno qui in Italia. Avevo persino la mia crew.
   Michele: - La tua che?
   Io: - Il gruppo, la comitiva... qualcosa del genere, insomma.
   Sara: - Esatto, ero una writer.
   Michele: - Una che?!
   Io: - Quelli che fanno i "pezzi", i "graffiti", anche se "graffiti" non è il modo corretto di chiamarli.
   Sara: - Già, e neanche "murales".
   Michele: - Non ho mai capito niente di tutti questi nomi. Ma poi scusa, hai detto writer? Non vi chiamavate tipo b-boy?
   Io: - Il b-boy è un'altra cosa.
   Sara: - Allora: un b-boy può anche non fare niente, mentre un writer è quello che fa i "pezzi". Un writer è un b-boy, mentre un b-boy non è necessariamente un writer.
   Michele: - Fico, allora Dante è un b-boy: non fa un cazzo dalla mattina alla sera!
   Io: - Valter è molto più b-boy di me!
   Sara: - Non c'è speranza con voi...
postato da DanteHicks alle ore 10:11 | link | commenti (4)
categorie: dialoghi
martedì, 22 luglio 2008

Le regole del business

   - E un altro è andato.
   Johnatan sbuffa mentre un cliente si allontana con passo pesante verso l'uscita. Scribacchia nervosamente su dei fogli, poi mi fa cenno di accompagnarlo a prendere il secondo caffè della giornata. Mentre andiamo gli chiedo cos'è accaduto poco prima.
   - Un altro cliente che si lamenta dell'ultimo cellulare della X. Non ne posso più...
   Di recente abbiamo comprato da una ditta spagnola una partita di telefonini di una nota marca. E' stato un acquisto fortemente voluto dal capo settore, poiché a suo dire risultava molto conveniente, solo che da quando abbiamo iniziato a venderli mi è stato detto che molti clienti sono tornati indietro a protestare. Io stavo per andare in ferie quando è arrivata la partita, quindi non ho ancora avuto modo di capire cosa sia successo.
   - Ma perché tornano indietro? La X. è una buona marca, è strano che questo modello non funzioni.
   Johnatan sceglie un caffè lungo, io opto per un decaffeinato.
   - Non è la marca, né tanto meno il modello. E' la provenienza.
   La provenienza?
   - La provenienza?
   Con un gesto svuota metà bicchierino: - A quanto pare ognuno di questi telefonini chiede un codice PUK2, che però non è riportato nel manuale. In pratica la ditta spagnola non ci ha fornito i dati per sbloccare i telefonini.
   Sorseggio il mio caffè: - Quando abbiamo iniziato a venderli?
   - Dieci giorni fa.
   - E i clienti quando hanno cominciato a tornare indietro protestando?
   - Più o meno subito.
   - Ma... stiamo continuando a venderli?
   - Sì. Il capo settore è in contatto con la dita, ma intanto ha detto di continuare a venderli.
   - Ma è assurdo!
   Un'altra sorsata e il bicchierino si svuota: - Lo so. Davide ha detto di consigliare i clienti verso altri modelli, ma la realtà è che facciamo un'offerta troppo buona e molti di loro vogliono proprio quel telefonino.
   - Incredibile. Vendiamo un prodotto che sappiamo essere inutilizzabile: si può essere più disonesti di così?
   L'occhio mi cade sul gilet di Johnatan, all'altezza del cuore, dove spicca in verde con bordi dorati il nome del Centro. Una densa nausea comincia a riempirmi lo stomaco...
postato da DanteHicks alle ore 16:57 | link | commenti
categorie: lavoro e paradossi
lunedì, 21 luglio 2008

Gli scaricabarile

   Afa. Caldo. Soffrire il caldo e cantare tra sé e sé Emilia Paranoica dei CCCP non aiuta. Provo a cambiare nastro mentale. Esce fuori un'altra canzone dei CCCP: Noia.
   Non è giusto. Non si dovrebbe tornare dalle vacanze e riiniziare subito a lavorare. A dire il vero io non ho riiniziato subito: da quando sono tornato da Torino sono passati tre giorni. Ne dovrebbero passare almeno quattordici, con i piedi a mollo, freschi cocktail in mano e donne libidinose che ti ronzano attorno. Oh sì, così dovrebbe essere.
   (Appunto mentale: proporre la storia dei quattordici giorni post-ferie a Davide. Nota: non dimenticarsi di sottolineare il riferimento alle donne libidinose. Anche se penso che Davide sia gay. Oh beh: una donna in più per noi altri.)
   Caldo. Afa. Si muore. Qui c'è l'aria condizionata che ancora non va: è incredibile che ancora non l'abbiano riparata. O meglio, hanno riparato i cinque condizionatori rotti, ma tre hanno ripreso lo sciopero pochi giorni dopo. Più che uno sciopero, una cospirazione. "E venne il giorno" di Shyamalan è la cosa più brutta che abbia visto negli ultimi mesi, ma descrive esattamente ciò che sta succedendo: il pianeta Terra si vendica dell'umanità irrispettosa. E lo fa rompendo i condizionatori.
   Quest'uomo credo che mi sia davanti da diverse manciate di secondi. Ha l'aria irritata e una faccia familiare. Alzo le sopracciglia in un'espressione che spero venga interpretata come d'interrogativa attesa: non ho proprio la forza di chiedere "Mi dica".
   Per fortuna capisce: - Poco fa mi ha detto di andare da un suo collega per chiedergli a proposito degli ultimi modelli della Nokia.
   Ah, ecco dove avevo visto la sua faccia. Annuisco silenziosamente.
   - Sa cosa mi ha risposto il suo collega? Di venire da lei!
   - Ah. - Do un'occhiata oltre le spalle del signore, poi gli indico Michele poco più giù: - Ma lei è andato da quel collega?
   - No... Non mi aveva mandato da lui, ma da un'altro, uno napoletano.
   - Oh mi scusi, è colpa mia, mi sono confuso. Volevo dirle di andare da quell'altro collega, quello lì giù coi capelli neri. E' lui l'esperto in telefonini.
   Il signore borbotta qualcosa che immagino non essere molto piacevole e se ne va. Valter arriva un secondo dopo.
   - Cazzo Valter, ti ho mandato un cliente poco fa e tu che fai? Me lo rispedisci indietro.
   - Ah, ma non m'aveva mica detto ch' 'o mannàvi tu.
   - Ma scusa: ti arriva un cliente e tu lo mandi da qualcun altro?!
   - E dai guajò, capisc'ammé: fa un caldo terrìbbele, non c'avevo gènio di spiecà tutte le robe lì dei Nokia.
   - E pensi bene di appiopparlo a me. Che miserabile...
   Mi dà una stanca pacca sulla spalla per scusarsi e poi restiamo qualche minuto in silenzio a fissare le poche persone nel reparto.
   - Scusa Dante, - aspettavo questa domanda, - ma perché l'hai mannàto da me quello gnòre?
   - Fa un caldo terribile. Non avevo voglia di spiegargli tutte le robe dei Nokia.
   Ci guardiamo negli occhi, seri, duri.
   Alza il mento: - E che gl'hai detto quann'è tornato da te?
   Sbuffo: - L'ho mandato da Michele.
   - Così si fa.
postato da DanteHicks alle ore 15:18 | link | commenti (5)
categorie: colleghi
venerdì, 18 luglio 2008

Best Graphic Award

Best Graphic Award

Best Graphic Award

assegnato da
sirablog.splinder.com


Ci sono tantissimi blog davvero belli da vedere, di cui già solo la grafica rende piacevole la lettura. Tornare da questa piccola vacanza e scoprire che Sira (che ha un bellissimo blog, tanto da leggere quanto da vedere) mi ha assegnato il Best Graphic Award è stato sorprendente! Finora ho usato un template di Splinder, mettendo il mio tocco qui e lì in alcune piccole scelte, ma questo riconoscimento mi conferma che ho azzeccato lo stile giusto per ciò che racconto. E' comunque uno sprone in più per passare, spero presto, ad una grafica personalizzata :)
Grazie mille!

Ricambio ed assegno il premio a questi blog, belli da leggere e da vedere:
- h4wk.splinder.com
- ceglieterrestre.splinder.com
- www.volevoesserefassbinder.com
- eilandellepietre.splinder.com
- foodstock.splinder.com
- barbapress.splinder.com

E, detto questo, vi ricordo che da lunedì riprendo a pubblicare :)
Un abbraccio a tutti!
postato da DanteHicks alle ore 19:01 | link | commenti (8)
categorie: varie
giovedì, 10 luglio 2008

Un po' di pausa!

E con il post di cui sotto il blog si prende dieci giorni di pausa! Circa... Insomma, ci rivediamo a partire da lunedì 21 luglio. Me ne vado una settimana in giro per l'Italia a trovare un po' d'amici, approfittando di una prima tranche di ferie.
Ma non vi lascio del tutto! Pubblicizzo anche qui il mio myspace: www.myspace.com/uncommesso. Attenzione! Potreste trovare una serie di deliri di cui non rispondo personalmente! Cioè, sì, li scrivo io, ma insomma... diciamo che è molto diverso da questo blog, più personale e (se possibile) più surreale! Ad ogni modo potrei (se trovo un PC) scribacchiare due cose lì, chissà, mentre sono in giro per la Penisola (che poi in realtà starò solo a Torino, a meno che non arrivino inviti da altrove).
Se volete addarmi mi farà solo un gran piacere ^___^

Baci!
Dante
postato da DanteHicks alle ore 17:44 | link | commenti (4)
categorie: varie
giovedì, 10 luglio 2008

Ping pong

   Valter: - Uè, si è vista la S*?
   Io: - No.
   Valter: - E la Y?
   Io: - No.
   Valter: - E la V?
   Io: - No.
   Valter: - E la F?
   Io: - No.
   Valter: - Minchia! Botta e risposta! Precisi come uno Swatch! Sei Svizzero?
   Io: - No, Novi.
   Valter: - Ligure?
   Io: - Che sta in...?
   Valter: - Polonia!
   Io: - Quasi: Lapponia.
   Valter: - Fico. E' dove fanno i lamponi?
   Io: - No, dove si fanno le chiusure lampo.
   Valter: - E in Melania?
   Io: - Si fanno le mele.
   Valter: - Ah. Pensavo facessero le scarpe.
   Io: - Quelle te le fanno nel Nikestan.
   Valer: - Ah già.
   Io: - ...
   Valter: - Certo che siamo proprio bravi a dir cazzate.
   Io: - In qualcosa dovremo pur esser bravi.



* Sara
postato da DanteHicks alle ore 17:33 | link | commenti (2)
categorie: dialoghi
mercoledì, 09 luglio 2008

L'esame

   - Salve, posso chiederle un'informazione?
   - Certo, sono qui per questo!
   - Vedevo questo lettore DVD della LG, ma sono un po' indeciso. Lei me lo consiglia?
   - La LG è una buona marca: sicuramente è un'ottima scelta.
   - Sì... anche se non è ottima quanto lo scegliere un Samsung, un Philip o un Sony. Ho letto che quest'ultimi vengono portati meno volte in assistenza. Conferma?
   - Err, sì, può darsi. Comunque rimane un buon lettore: funzionale, economico...
   - Mah, ho visto che più o meno sono tutti sullo stesso prezzo, pochi euro di differenza.
   - Sssì. Questo lettore, comunque, permette di leggere anche i DivX...
   - Come tutti i lettori DVD, ormai.
   - ...
   - Ma vedo che ha un telecomando sottile. Sono più facili a rompersi, sa?
   - Non mi dica.
   - In più non ha un'uscita component: i migliori lettori ce l'hanno.
   - Che guaio.
   - No sa... mi sa che non lo compro. Grazie comunque.
   Odio quando fate così.
postato da DanteHicks alle ore 17:50 | link | commenti (3)
categorie: clienti
martedì, 08 luglio 2008

Competenze

   Non siamo sempre competenti. Dire che non lo siamo spesso è quasi una diffamazione, ma dire che lo siamo sempre assomiglia ad una tentata frode. Il lavoro da commesso non è proprio il più stimolante del mondo, soprattutto quando ti trovi in un'azienda (e in un Paese) dove le possibilità di crescita sono tendenti all'infinito. Negativo. Tuttavia è stimolante confrontarsi con una serie di nuovi prodotti e di nuove funzioni di cui non sai nulla, e così finisce che, anche se il Centro non lo richiede, ti informi di tua iniziativa su ciò che stai vendendo.
   Alcuni, come Johnatan, lo fanno nel tempo libero, seppur con impegno e costanza e con la capacità di assimilare molto rapidamente le informazioni acquisite. Altri, come Michele, hanno una vera passione per ciò che vendono; spesso lo vedo arrivare a lavoro con in mano una rivista di roba hi-tec: solo decifrarne il titolo mi crea un cerchio alla testa. Altri ancora, come Valter, fanno i condor, smangiucchiando gli avanzi delle nozioni captate dai discorsi tra Johnatan e Michele.
   E poi c'è Pino.
   Non ho idea di cosa e di quanto sappia Pino. Non ho nemmeno idea se questo lavoro gli piaccia o meno. Una cosa però è sicura: l'assistenza tecnica non fa per lui, specialmente quella informatica. Eppure, nonostante non sia decisamente il suo campo, Davide gli ha chiesto più volte se volesse lasciare quel ruolo, ma si è sempre rifiutato.
   Un ragazzo gli porta un computer da formattare. Quando gli dice di avere due hard disk Pino sembra fermarsi a riflettere.
   - Ma poi Windows funzionerà solo sull'hard disk installato, lo sai?
   Alzo le sopracciglia: non è assolutamente vero! Che fare: salvare la faccia al mio collega o sputtanarlo per rassicurare il cliente? Quest'ultimo scruta Pino un po' perplesso: credo che sappia che non è vero.
   - Ah, ok. Va bene uguale -, sì, decisamente lo sa.
   Quando se ne va lancio un'occhiata di traverso a Pino: - Guarda che non è vero.
   - Cosa?
   - Che Windows funzionerà solo su un hard disk. Li vedrà entrambi e ci lavorerà senza problemi.
   - Ah. Davvero?
   - Già.
   - Ah.
   Resta immobile, con un'aria assente, come fosse in trance.
   - Pino?
   - Sì?
   - Perché rimani a lavorare qui in assistenza?
   - Mi piace.
   - Ah... Ok.
   Ok.
postato da DanteHicks alle ore 13:10 | link | commenti (10)
categorie: colleghi, lavoro e paradossi
lunedì, 07 luglio 2008

Afa

   Afa. Oggi c'è afa. Io non la sopporto l'afa. E la sopporto ancora meno quando c'è il condizionatore rotto.
   Davide mi dice qualcosa passando davanti al bancone, la fronte madida di sudore: io non lo sopporto Davide quando c'è l'afa. Dei bambini si rincorrono tra gli scaffali, schiamazzano, a me sembra che vadano al rallentatore; li guardo con difficoltà, le palpebre quasi chiuse: quando c'è afa non sopporto neanche loro.
   Muovo pochi, lenti, difficili passi verso la cassa: non sopporto nemmeno di camminare, con l'afa. Cerco Johnatan o Michele o qualcun'altro in giro, senza un perché. Nessuno. Maledetti. Non li sopporto. Non sopporto nemmeno l'idea di dover riordinare gli scaffali dei DVD. Forse è quello che mi ha ricordato Davide poco fa.
   Una cliente si avvicina. Cavolo, mi sono messo dietro la cassa e quella avrà pensato bene di pagare qui. E' mio dovere, è vero, e mi sento un po' in colpa a desiderare che se ne vada da qualcun altro. Non mi sopporto.
   - Salve.
   Bofonchio qualcosa di cortese mentre mi passa un lettore mp3 della Packard Bell.
   Squillante come una puntura, la voce della signora quasi mi fa sussultare: - Può farmi un pacco regalo?
   Odio fare i pacchi regalo con l'afa. Non lo sopporto.
   Nonostante il caldo mi prodigo per fare un bel pacchetto in tempi rapidi. Una volta finito batto il prezzo in cassa, ma prima che possa stampare lo scontrino la signora mi trafigge nuovamente con la sua vocina, troppo stridula per una giornata afosa come questa.
   - Comunque da Mediaworld questo lettore costa molto meno.
   - Allora vada a comprarlo da Mediaworld -, biascico.
   La signora spalanca le rugose palpebre pesantemente truccate e mi guarda prima stupita, poi contrariata. Si prende lo scontrino e se ne va con passo pesante. Non li sopporto certi clienti quando c'è l'afa.
postato da DanteHicks alle ore 15:55 | link | commenti (5)
categorie: clienti
venerdì, 04 luglio 2008

Domande e risposte

   Io: - Ahh, pausa caffè! Dio solo sa quanto ne avessi bisogno.
   Sara: - "Cara dottoressa, ho 14 anni e mi sono sviluppata un anno fa circa. Recentemente però le mestruazioni sono scomparse, forse perché, vedendomi grassa, sono dimagrita di 10kg. Secondo lei le mestruazioni torneranno oppure dovrò tornare a pesare come prima? Disperata '94".
   Valter: - Che dice la risposta? Vediamo: "Sei sicura di esserti sviluppata? A me sembri un'idiota totale". Ahahah!
   Michele: - Ahah, è quello che ho pensato io!
   Io: - Che leggete?
   Sara: - Roba che Valter ha scaricato da internet.
   Valter: -Sì, sai, quei siti per requéste di consigli da parte di guagliunciélli. 'Na bellezza!
   Michele: - Non mi chiedo come ci sia andato a finire, comunque.
   Io: - Geniale! Ma è tutto vero?
   Sara: - Credo di sì.
   Valter: - Eccerto!
   Michele: - Comunque questo conferma la mia teoria: quando alle donne iniziano a spuntare le tette si rimpicciolisce il cervello progressivamente.
   Io: - Ahahah!
   Sara: - Già, un po' quello che succede a voi uomini quando vi cresce il pisello.
   Valter: - Touché!
   Michele: - Non mi riguarda, ma almeno questo spiega perché Dante e Valter non siano delle aquile.
   Io: - Ehi!
   Sara: - Beata chi vi incontra, allora.
   Valter: - Uè, ma allora è vero che l'ignoranza fa la felicità!
postato da DanteHicks alle ore 14:48 | link | commenti (7)
categorie: dialoghi
venerdì, 04 luglio 2008

Premio Brillante Weblog

Premio Brillante Weblog
assegnato da
zambrared.myblog.it




Cos'è Brillante WeBlog ? è un Premio che viene assegnato a siti e Blog che risaltano per la loro brillantezza, sia nel contenuto che nel design, lo scopo è di promuoverli nella Blogsfera mondiale.

Ecco le regole:

- al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il Premio, il nome di chi ti ha premiato e il suo link corrispondente

- scegliere 7 (minimo) Blog o siti che ritieni siano brillanti per i temi trattati e il design, indica il loro nome e il loro link e avvisali che hanno ottenuto il "Premio Brillante WeBlog".



Allora, ecco i 7 meritevoli (avrei voluto metterne di più, ma poi ho dato un'occhiata all'orologio):

- quellochenonho (quellochenonho.splinder.com)
- AcidxBurn (oneiros-hypnos.splinder.com)
- ArabStrap (www.volevoesserefassbinder.com)
- LauraRocatello (laurarocatello.splinder.com)
- Prassagora (prax.splinder.com)
- SarettaAndMarsy (dallamenteallacarta.splinder.com)
- Psicotango (pensarepubblicamente.splinder.com)

Grazie ancora a zambared, è stato un vero piacere ^__^
postato da DanteHicks alle ore 00:04 | link | commenti (7)
categorie: varie
giovedì, 03 luglio 2008

GP

   Corre. Michele sta quasi correndo. Non vale, ma è abbastanza bravo da non dare troppo nell'occhio. E' davanti a me, insieme a Valter e Sara. Sono ultimo, cazzo! Come se non bastasse ho scelto il percorso peggiore, quello più lontano dalle casse. Mentre penso a come recuperare terreno una cicciona bionda alza lo sguardo verso di me. Mi chino, nascosto dagli scaffali dei videogiochi, ma senza smettere di proseguire. Arrivato all'angolo mi rimetto in piedi, sorpasso la cicciona alle spalle e continuo.
   Sara è poco davanti a me. Si gira, mi vede, accelera.
   Non vedo Valter. Lo cerco in giro finché non lo trovo più in là, sulla destra; pare che abbia dovuto fare una bella deviazione e adesso siamo quasi alla pari. Michele invece non c'è più. Che sia già arrivato?!
   Un ragazzino fa un cenno per chiamarmi, volto la testa per fingere di non vederlo e per poco non sbatto contro Sara; è stata placcata da un cliente! Si accorge di me, apre la bocca: vuole chiedermi un consiglio, la bastarda! Con uno scatto mi porto più avanti lasciandomi alle spalle un frettoloso "Scusa ho da fare!".
   Svolto l'angolo principale del reparto e scorgo Valter a qualche passo da me: ha un'andatura da maratoneta! Adesso vedo anche Michele: è parecchio più avanti, irraggiungibile ormai. Ma c'è sempre la seconda posizione.
   Punto sull'acceleratore: fa niente se sembrerò anch'io un maratoneta, non posso perdere anche stavolta! Valter si accorge che lo sto raggiungendo e tenta di aumentare l'andatura senza successo. In pochi passi gli sono addosso.
   - Bella giornata eh? - dico, mentre sbuffa qualcosa in napoletano.
   Corriamo testa a testa per una decina di metri, poi d'improvviso svolta a sinistra passandomi davanti. Non capisco: perché? Le casse sono dritte davanti a noi, perché ha svoltato? Forse pensa di fare prima in qualche modo, magari c'è un'altra strada che non ho calcolato. Mentre evito un signore con cappello che si guarda attorno cercando qualcuno di noi rifletto e giungo alla conclusione che non ci sono altre vie. Avrà sbagliato, e ormai il secondo posto è mio!
   M'introduco nel corridoio degli ultimi due scaffali e finalmente le casse sono lì, davanti a me, a meno di cinque metri. Michele mi guarda sorridente e soddisfatto: è arrivato primo - come la maggior parte delle volte -, ma non m'interessa se posso conquistare, per la prima volta, il secondo posto. Esco dal corridoio, sto già esultando, ed ecco che Davide mi si piazza davanti.
   - Dante, Valter mi ha detto che dovevi dirmi qualcosa di urgente. Cosa c'è? - Mi costringe a bloccarmi.
   Dietro di lui arriva Valter. Mi sorride beffardo mentre, con estrema calma, tocca le casse aggiudicandosi la seconda posizione. Rimango a bocca aperta mentre Davide mi scruta perplesso. Si guarda alle spalle: Michele e Valter gli fanno un cenno. Poi realizza.
   - Avete di nuovo gareggiato a chi attraversa il reparto senza farsi fermare dai clienti?!
   - Cazzo! C'ero quasi! - E' l'unica cosa che mi viene da dire.
   Davide ci guarda spazientito, ma con un abbozzo di sorriso sulle labbra: - E poi vi lamentate che le cose in reparto non funzionano... Tornate al lavoro, disgraziati.
   Mentre si allontana Michele e Valter mi guardano sardonici. Gli faccio un gestaccio: - Questa volta l'avete vinta. Alla prossima mi porto una spranga.
postato da DanteHicks alle ore 15:17 | link | commenti (4)
categorie: colleghi
mercoledì, 02 luglio 2008

Perfida astuzia

   Se è vero che i clienti aguzzano l'ingegno (il nostro), per la prima volta, ieri, ho scoperto sulla mia pelle che è vero anche il contrario.
   La signora, giovane, bella, fin troppo abbronzata per i miei gusti (e per l'invidia che covo a causa del mio colorito anemico), arriva da me con un volantino mezzo strappato.
   - E' un'indecenza, mi scusi! - sbotta.
   Sorpreso e colto impreparato le chiedo quale sia il problema.
   - Ma come? Non vede?! Sul volantino avete scritto che questo cellulare sta in offerta a 399 euro, ma quando sono andata a pagarlo me ne sono stati chiesti 500! Non ci si comporta così!
   Penso ad un classico caso di miopite clientelosa: il cliente viene da te convinto che su un volantino (o su un manuale di istruzioni, o sulla confezione di un prodotto) ci sia scritta una cosa e invece, con una rapida occhiata, gli mostri che ce n'è scritta un'altra, o addirittura che non c'è alcun riferimento a ciò di cui sta parlando! Tuttavia, controllando il volantino che ha in mano, noto che in effetti c'è scritto, a caratteri cubitali: "Offerta!!! Nokia N82 a soli 399 euro!". Non mi arrendo: conosco bene la facilità con cui si sbagliano i clienti. Leggo minuziosamente ogni singola riga, girando e rigirando il volantino tra le mani, stando attento a non perdermi alcun dettaglio. Niente. Le chiedo infine di farmi dare un'occhiata al cellulare che ha preso, pensando che magari avrà sbagliato prodotto. Niente da fare: il cellulare è quello. Devo dargliela vinta.
   - In effetti, signora, pare proprio che lei abbia ragione. Vediamo di rimediare subito: d'altronde se qui c'è scritto che deve pagarlo 399 euro è giusto che sia così!
   Sorrido, e la signora mi rimanda un sorriso soddisfatto che lava via del tutto l'irritazione di poco fa. A quel punto mi viene un sospetto. Mentre vado verso la cassa do un'altra occhiata al volantino, notando nuovamente lo strappo: è dritto e continuo lungo tutto il bordo inferiore del foglio. Mi fermo, la signora mi guarda sorpresa. Alzo lo sguardo finché, con estrema difficoltà, non trovo un dispensatore con su un paio di copie dello stesso volantino. Ne prendo una e leggo la parte mancante: "Offerta valida fino al 27 giugno". Mi stava fregando! La signora ha deliberatamente strappato la parte dove c'era scritto che l'offerta terminava venerdì scorso, approfittando di alcuni volantini rimasti nel dispensatore.
   Alzo gli occhi, ma l'ultima cosa che vedo sono i tacchi dell'arpia che svolta in fretta verso l'uscita più vicina. Da oggi temo che sarò molto più all'erta con certi clienti.
postato da DanteHicks alle ore 16:32 | link | commenti (3)
categorie: clienti
martedì, 01 luglio 2008

Stile di vita

   Davide ci sorpassa velocemente imprecando contro dei fogli stretti in mano: - Cristo santo! Vorrei sapere chi ha fatto questi ordini! Ci sono una marea di DVD inutili!
   Valter ed io lo guardiamo allontanarsi. Faccio spallucce, mentre Valter sorride sardonico: - Ecco perché non voglio fa' carriera.
   Gli rimando un'occhiata perplessa: - In che senso?
   Valter strascica un po' i piedi per terra, avvicinandosi pian piano. Poi, col sorriso di prima, prosegue: - Sai che tempo fa m'addimannàrono d'addeventà capo reparto? Sì, sì, credimi, non sto a dicere 'na fesseria. Ma io ho anniàto, ho rifiutato.
   Il ruolo di capo reparto non è molto gratificante, perché è uno sbattimento enorme a fronte di un irrisorio aumento di stipendio. Ma è anche vero che se hai pazienza, costanza e capacità, riesci a farti vedere e ad ottenere qualche vantaggio. E Valter, tutto sommato, è uno davvero in gamba. Ecco perché, sorpreso, esclamo un acuto "Perché?!".
   Sorride sempre: - Ogni giorno, qui al lavoro, vedo decine di signori in giacca e cravatta. Manager, o quaccòsa del genere. Vengono per accattà il portatile o il televisore al plasma. Sai cosa fanno tutto 'o tiempo?
   Non lo so.
   - Parlano al cellulare, sbraitando coi colleghi e leccano il sedere ai superiori (e poi li mannàno affanculo subito dopo). Stanno in ansia, sono sempre incazzati o depressi, si angosciano 24 ore su 24 per il lavoro e, ci metto la manzolla sul fuoco, a casa cuntinuano a preoccuparsi. - Sorride ancora di più: - Io non voglio mica a diventare così. Chisto non è il lavoro della mia vita, ma soprattutto io mica campo pe' lavorà. Studio, cerco in giro, presto troverò qualcosa di meglio. Anzi, magari metterò su una mia attività, un lavoro semplice semplice, modesto, che non mi farà diventare riccupellòne, ma che nemmeno mi farà caccià ll'anema. Magari non in Italia, magari altrove. Non c'ho addavèro intenzione di fa' carriera qui dentro!
   Mi sorride di nuovo e in quel sorriso scorgo una strana luce: pacata, serena, sincera. Non c'è niente di malamente "italiano" in questo discorso, non una nota di arrendevolezza. Parla di qualcosa che conosce bene, che ha ponderato a lungo e di cui è felicemente sicuro. E' il suo stile di vita.
    Per la prima volta vedo Valter sotto una nuova luce, diversa. Avrei una mezza dozzina di obiezioni da fare, ma le tengo per me. In qualche modo non posso non essere d'accordo.
postato da DanteHicks alle ore 17:06 | link | commenti (1)
categorie: colleghi