Cronache di un lavoro qualunque

Un commesso, come tanti, come tutti, che cerca di arrivare a fine mese sopravvivendo ai paradossi del lavoro quotidiano.
lunedì, 31 marzo 2008

Buoni inizi

   Alle 6:55 il Centro è un deserto di scaffali e vetrine. Passo il badge ed entro nel corridoio-dipendenti. Mi cambio, metto le mie cose nell'armadietto, soffio sulla punta impolverata di una scarpa.
   Entro in reparto. Come sempre i televisori sono rimasti accesi tutta la notte, con immagini senz'audio che parlavano al silenzio e a qualche guardia notturna. La donna delle pulizie mi sfiora con lo sguardo, accenna un saluto, poi torna a passare lo straccio sul linoleum.
   Raggiungo il bancone, leggo gli appunti lasciati da Marco e mi faccio un'idea su cosa c'è da sistemare in reparto. Devo mettere vicino all'ingresso un cesto pieno di cellulari in offerta, cambiare dei prezzi, disseminare dei volantini in alcuni punti strategici e riordinare dei DVD.
   Prima di iniziare accendo il computer. Windows XP parte con la sua proverbiale lentezza, ma non gli bado troppo mentre riordino alcuni fogli. Una volta avviato inserisco un CD masterizzato a casa, cerco il programma di riproduzione e lo faccio partire.
   Le prime note di Cambierà di Neffa cominciano a spargersi per ogni corridoio del reparto, dietro ogni angolo, in ogni scaffale, sulle pareti, attraverso le vetrine, lungo il pavimento. Sulle mie labbra sboccia il primo sorriso della settimana: sono pronto ad iniziare.
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categorie: lavoro e paradossi
venerdì, 28 marzo 2008

Mucche pazze

   Valter: - Uè ragà! Una cosa terrìbbele!
   Io: - Che è successo?
   Michele: - Sarà una delle sue solite minchiate...
   Valter: - La mucca pazza!
   Io: - ...
   Michele: - ...appunto.
   Valter: - No, ma ascoltate prima! Voi lo sapevate che alle mucche gli viene perché si pappano il cervello delle altre mucche?!
   Io: - Beh, non è proprio così lineare, ma...
   Michele: - Complimenti Valter. Dopo 7 anni dal primo caso di BSE in Italia anche tu hai scoperto la verità.
   Valter: - E che è il biessee?
   Io: - Dai...
   Michele: - ...
   Valter: - Vabeh, comunque! Fate pure i sapientoni, ma pure voi avete màgnato il cervello di mucca!
   Io: - Eh?!
   Michele: - Io no di certo!
   Valter: - Eccome no?!
   Io: - Ma no! Che schifezza è?!
   Michele: - Mai mangiato e mai lo mangerò.
   Valter: - Ma come... Mia madre me lo faceva mangiare sèmpe...
   Io: - Mio Dio che schifo!
   Michele: - Che infanzia triste...
   Valter: - Ora che ci penso, a me questa cosa fa nu poc' schif'...
   Io: - Credo di avere qualcosa di meglio da fare. Buon proseguimento.
   Michele: - Coraggio Valter, questo perlomeno spiega perché sei così.
   Valter: - Così come?
   Michele: - Così.
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categorie: dialoghi
giovedì, 27 marzo 2008

Bluetooth

   Ho già parlato degli HSD, i clienti "Ho Sentito Dire". Per fare i propri acquisti questa categoria si appoggia ai pareri di amici e parenti, o alle chiacchiere scintillanti della pubblicità. Uno dei problemi maggiori è che si tratta di clienti auto-distruttivi: se non trovano un commesso con "S." davanti al nome, finiscono per danneggiarsi seriamente.
   - Vorrei un telefonino con bluetooth.
   Il signore è deciso, un po' rude, ma abbastanza preciso.
   Lo porto davanti ad una vetrina con dei cellulari. Li guarda un po' perplesso e, massaggiandosi il mento, cerca quasi subito i più economici. Poi, come se stesse rivelando un segreto, mi guarda: - Ma sono molto costosi...
   - La tecnologia si paga. - Ma poi ho un improvviso dubbio: - Ma lei sa cos'è il bluetooth?
   Il signore arrossisce, ma tenta di non scomporsi: - Eh beh, no, non proprio...
   Sospiro: - Ma allora mi dice che ci deve fare lei con un telefonino bluetooth?
   Ridacchia: - Eh sa, alla pubbicità ho visto che ormai ce l'hanno tutti.
   Ed è in quel momento che mi viene in mente una striscia di Bill Watterson, dove Calvin chiede ai genitori di comprargli una serie di prodotti visti in televisione, di cui non sapeva l'esistenza fino ad un attimo prima, ma che sente di dover possedere assolutamente.
postato da DanteHicks alle ore 14:06 | link | commenti (12)
categorie: clienti
mercoledì, 26 marzo 2008

11 ore

   - Uè Johnatan! Dicci un po', te che sei appusato e intelligente: secondo te, è più forte Hulk o La Cosa? No perché Dante ed io proprio non riusciamo a metterci d'accordo!
   Johnatan non ci degna di uno sguardo e borbotta qualcosa. E' strano: l'argomento non è dei più interessanti (anche se è una domanda che chiunque prima o poi si pone nella vita!), ma Johnatan ascolta sempre quando gli chiedi un parere. Salvo mandarti a quel paese se la questione suona troppo idiota.
   Valter deve aver pensato la stessa cosa perché si avvicina e gli mette una mano sulla spalla.
   - Uè cumpà, tutto apposto?
   - Sì, sì... Ho solo sonno...
   - Aaah, si fanno le ore piccole, eh!
   - Quando sei costretto...
   - Da tua moglie?!
   - Macché! - Finalmente si alza dal bancone per guardarci: - Ieri ho fatto chiusura ed oggi apertura. Sto morendo dal sonno...
   Per contratto tra una giornata lavorativa e l'altra dovrebbero passare 11 ore. Dato che il Centro chiude alle 21 (per noi commessi) e apre alle 7 (sempre per noi), in teoria non è possibile fare chiusura ed apertura di seguito.
   In teoria.
   In pratica alcune volte - ancora poche, per fortuna - può capitare che qualcuno si dia malato e qualcun'altro sia in ferie, così diventa inevitabile chiedere un sacrificio ad un commesso, sperando che il sindacalista del Centro non lo venga a sapere.
   La prima volta che me ne parlarono pensai che non fosse così tragico far passare meno di 11 ore. Il problema è che in quel lasso di tempo devi tornare a casa, cenare, darti una lavata, dormire, svegliarti, fare colazione e ritornare qui. Ah, e se ti scappa cerchi anche di vivere un po'.
   Johnatan si riappollaia sul bancone con sguardo assente. Gli battiamo la mano sulla spalla: coraggio soldato, ricorda che combatti per... per... ...
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categorie: lavoro e paradossi
martedì, 25 marzo 2008

Talpe

   I clienti sono come le talpe: non ci vedono bene. Devono essere così, altrimenti non mi spiego un comportamento comune a tutti, che consiste nel chiedere qualunque cosa al commesso prima d'essersi dati un'occhiata in giro. Michele sostiene che è una questione d'economia: è più semplice chiedere direttamente a chi sa già la risposta, che vagare in reparto alla ricerca di ciò che vorresti comprare.
   Forse è così. Io so soltanto che si tratta di una situazione tipica, che a volte rasenta il ridicolo.
   Una minuta signora di mezza età mi vede fin dall'ingresso e si dirige subito verso di me. Mi ricorda un po' una tartaruga: lenta e con il collo teso in avanti.
   - Saaalve.
   - Salve a lei, signora. Mi dica.
   - Ma voi vendete mica portatili?
   La guardo un po' rassegnato, sospiro, poi do un'occhiata dietro di me: cinque vetrine alte due metri occupano quasi per metà la lunghezza del reparto, vomitando portatili di ogni marca, modello e colore quasi addosso a me e alla mia piccola, miope cliente.
   Torno a guardarla dispiaciuto: - Eh no, non ne vendiamo proprio.
   Mi sorride gentilmente ed esce dal reparto.
   Avanti il prossimo.
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categorie: clienti
lunedì, 24 marzo 2008

Cambiamenti?

   Il centro commerciale è un'azienda, e come in qualunque azienda si può crescere. Certo, nel Bel Paese la crescita è più un optional che una possibilità prevista da contratto, ma a volte capitano delle occasioni uniche. In questi momenti devi considerare velocemente la situazione prima che fugga, per valutare se e quanto è conveniente.
   Quando Marco sfoggia il suo sorriso c'è sempre una fregatura dietro. Mentre si avvicina con la schiera di denti in bella mostra smetto di sistemare alcuni cartellini e gli presto la massima attenzione.
   - Allora Dante, come andiamo?
   - Al solito. Si lavora...
   Guarda distrattamente quello che sto facendo. Il sorriso è ancora lì, minaccioso come quello di Skeletor.
   - E' un po' che sei qui con noi, ormai. Ti piace questo lavoro?
   - Sì, dà le sue soddisfazioni. E' un bel lavoro, dai. - Lo ammetto: ho mentito spudoratamente.
   - Mi pare che a te piaccia consigliare i clienti, vero?
   - Beh, sì...
   Il sorriso cambia impercettibilmente. Adesso c'è una sfumatura che non mi è chiara, tipo da... iena?
   - Cosa ne diresti se ti proponessi un ruolo aggiuntivo a quello di commesso?
   - Un cosa?
   - Diciamo un "grado superiore"!
   - Uh... beh, di cosa si tratterebbe?
   Il sorriso si trasforma di nuovo. Diventa come quello di un padre che ti parla del tuo futuro: - Assistenza tecnica. E' un ruolo molto importante! Devi consigliare ai clienti i prodotti giusti per loro e aiutarli nei piccoli problemi che possono avere con computer, cellulari, eccetera.
   Traduco mentalmente il tutto con un concetto più chiaro: scazzi, scazzi a tutte le ore. Ma non sono completamente impreparato. Da alcune settimane circola la voce che il capo settore voglia aprire un piccolo sportello di assistenza. Attualmente l'azienda non può permettersi nuove assunzioni, così deve trovare un commesso del reparto disposto a passare alcune ore dietro lo sportello. Per me che sono part-time probabilmente vorrebbe dire passarci tutte le ore della mia giornata da solo, dato che non potrebbero togliere più di un commesso dal reparto.
   Non voglio che Marco pensi che io sia un'idiota ed assumo un'espressione che dice: "Mi stai prendendo per il culo? Credi davvero che sia così fesso da accettare?". Recepisce il messaggio e il suo sorriso si oscura un poco. Poi torna velocemente all'attacco: - E' importante, Dante, saper prendere le occasioni al volo. Qui, lo sai, non si cresce velocemente (ma si cresce eh! Sia chiaro!), e questa secondo me è davvero un'opportunità.
   Mi domando per chi, ma decido di mostrargli fino in fondo che so che sa che io so che questa faccenda puzza terribilmente di fregatura: - Certo Marco, in effetti sembrerebbe un'opportunità. E dimmi, mi cambiereste il contratto?
   Il sorriso va in frantumi. Colpito in pieno al primo colpo.
   - Eh, beh... No, ma...
   Lo incalzo: - E visto che è un "grado superiore" il mio stipendio cambierebbe?
   Mi sembra quasi di vederlo rimpicciolire, come se le spalle si fossero abbassate e la testa chinata. Mi sa che ha capito che questo colloquio non andrà nella direzione sperata.
   - No... - E qui tenta il suo ultimo attacco disperato: - Certo, Dante, che se ne fai una questione di soldi...
   - E cosa dovrei farne, Marco?! Sono il commesso di un centro commerciale, non il manager di una casa discografica! Se mi proponi un cambiamento che sia perlomeno in meglio da un punto di vista economico.
   Il sorriso non c'è più. Al suo posto Marco assume un'espressione cupa e un po' triste. Alla fine riesce a farmi sentire un po' in colpa, ma prima che io possa tradirmi mi saluta e va a cercare qualcun'altro.
   Sono ancora un commesso. Mi è andata bene.
postato da DanteHicks alle ore 13:26 | link | commenti (8)
categorie: lavoro e paradossi
lunedì, 24 marzo 2008

Cambiamento di template

Ciao carissimi,

prima di cominciare a scrivere ho finalmente messo in atto un'idea che avevo in mente da un po': cambiare il template del blog. Benché volessi farlo da tempo sono rimasto incerto per un bel pezzo: lasciare il vecchio per il nuovo non è mai facile... neanche se si tratta di un semplice template, a quanto pare!
Ma che diamine! Non dobbiamo complicarci troppo la vita, no? E allora ho pensato che questa nuova grafica sarebbe piaciuta più della vecchia tanto a me quanto a voi!
Condividete? :)
Ad ogni modo, cambia il template (che, ci tengo a dirlo, è sempre di Splinder: io sono piuttosto incapace in materia), c'è un banner di meno (era così bruttino quello al lato...) che, lo ammetto, spero non faccia diminuire i click (nella sempiterna speranza di poterci pagare un giorno un dominio tutto mio), ma i contenuti sono sempre quelli!
Oggi al Centro non si lavora... ma tra poco vi scriverò cosa mi hanno proposto qualche giorno fa!

Grazie a tutti per aver letto fin qui.
E fin qui.
E... ok, basta.

Buona Pasquetta!
postato da DanteHicks alle ore 11:42 | link | commenti (3)
categorie: varie
domenica, 23 marzo 2008

Recensione di Arca-Blog

Arca-Blog ha scritto una bellissima recensione di questo blog.
Che dire? Sono un po' imbarazzato e molto riconoscente per le belle parole espresse! La copio di seguito per chi fosse interessato.

"Leggendo gli interventi di Dante Hicks, scorrendo la testimonianza in differita di questa sua esperienza lavorativa, mi sono sentito un po' come quando, uscito dal liceo, realizzai che i docenti che più di una volta mi avevano terrorizzato con lo spauracchio delle interrogazioni non erano altro che persone normalissime che facevano il loro lavoro.
Che differenza c'è tra il Dante Hicks con e senza il giubbotto del supermercato per cui lavora?
Un blog dagli interventi brevi ma intensi, e scritti bene.
Uno spaccato della nostra società visto da chi, spesa dopo spesa, ci consegna lo scontrino augurandoci una buona giornata.


a cura di Mang"
postato da DanteHicks alle ore 20:47 | link | commenti (4)
categorie: varie
domenica, 23 marzo 2008

Buona Pasqua!

Incredibile, oggi il Centro è chiuso!
Prima di dedicarmi ad una giornata di totale relax (speriamo!) auguro a tutti voi una buona Pasqua e vi ringrazio calorosamente: proprio oggi abbiamo toccato e superato i 1000 accessi! Un bel traguardo per una mattina piovosa!
Ok, è tempo di pranzi parentali.
Statemi bene, ci sentiamo domani :)
postato da DanteHicks alle ore 11:08 | link | commenti (1)
categorie: varie
venerdì, 21 marzo 2008

Casi clinici

   Il lavoro da commesso ha lati molto interessanti, se visto dalla giusta prospettiva. Ad esempio possiamo vantarci di conoscere una fetta di mondo di cui pochi sospettano l'esistenza. Sfido io a trovare altre professioni - a parte lo psichiatra - che hanno a che fare con casi come i nostri!
   Una bella ragazza sui diciott'anni si avvicina timidamente. Le vado incontro e le sorrido senza dir niente.
   - Ciao...
   - Ciao! Cosa ti serve?
   - Avete pesciolini rossi?
   Il mio sorriso si pietrifica in un'espressione probabilmente molto ebete. Ho capito bene? Pesciolini rossi? Prima che possa chiedere spiegazioni la ragazza aggiunge in fretta: - No perché mi hanno detto che fino a venerdì li vendevate!
   Sussulto ironicamente ma ci metto qualche secondo prima di tornare in me. A quel punto mi guardo prima a destra, dove c'è un espositore carico di auricolari, mascherine e custodie per cellulari, e poi a sinistra, dove il corridoio separa scaffali colmi di videogiochi da una vetrina con i portatili in offerta. La ragazza segue il mio sguardo e diventa rossa: - ...ma mi sa che mi hanno presa in giro.
   Assumo il tono più compassionevole che mi riesca: - Eh, mi sa di sì...
   La guardo un po' attonito mentre si allontana in tutta fretta.
   Pesciolini rossi...
postato da DanteHicks alle ore 14:06 | link | commenti (3)
categorie: clienti
giovedì, 20 marzo 2008

Let's twist again

   Entro in reparto un po' cupo. Ieri Pino è tornato dopo mezz'ora abbondante e, neanche a dirlo, appena se n'è andato sono arrivate decine di clienti. Ho avuto quasi la tentazione di sporgermi per cercare la telecamera nascosta. Quando è tornato l'ho aggredito chiedendogli cosa diavolo gli fosse saltato in mente: mi ha risposto che la ragazza era insicura del loro rapporto e doveva scappare da lei. Non so se non ho reagito per l'insensatezza della situazione o per aver scoperto che Pino ha una ragazza.
   Ad ogni modo è una settimana dura: l'organizzazione del nostro reparto fa schifo, Michele è ancora incollato dietro la cassa ed io devo sorbirmi le follie dei clienti. Questi sono i momenti in cui ti chiedi se vale la pena lavorare.
   Arrivato al bancone mi rendo conto che in reparto c'è qualcosa di diverso. Valter è davanti il computer e quando mi vede sorride, annuendo ritmicamente con la testa.
   - Cosa...?
   - Non senti?
   E' vero! Mi accorgo solo ora che in tutto il reparto suonano le note di Funky Town delle Lips Inc.
   - Abbiamo la musica?!
   - Ce l'abbiamo sempre avuta, guajò!
   - Ma finora non l'ho mai sentita!
   - Perché l'impianto s'era scassato. Il tecnico se n'è andato poco fa.
   - Grande! E possiamo mettere la musica che vogliamo?!
   Valter strizza l'occhio e tira su il pollice. Mi si riempie il cuore e mi si risolleva l'animo: le cose non vanno poi così male!
postato da DanteHicks alle ore 16:22 | link | commenti (2)
categorie: lavoro e paradossi
mercoledì, 19 marzo 2008

Pino

   - Scusa, Dante, scusa. Devo andare.
   Pino è il più eccentrico dei miei colleghi. Ha la mia età, anche se dai comportamenti dimostra molti anni di meno. E' timido, impacciato, riservato e molto introverso. Non parla un granché, quindi non capisci che tipo di persona sia finché non impari a conoscerlo giorno dopo giorno. Non è bellissimo, con quei suoi sopracciglioni alla Elio e la testa un po' incassata nelle spalle tipo Igor di "Frankenstein Junior", e questo deve contribuire al percepibile stato di inadeguatezza in cui vive.
   Ammetto con un po' di vergogna che quando lo conobbi tirai un sospiro di sollievo. Temevo che essendo il nuovo arrivato sarei stato sottoposto a scherzi e goliardie varie, ma vedere Pino mi fece sperare di avere buone possibilità nella scalata verso un'immagine migliore. Già, non è proprio un bel pensiero... Ma sono stato presto smentito. Pino è schivo, a volte un po' subdolo, ma sinceramente innocuo. E non c'è un solo commesso del nostro reparto che si approfitti di lui o che lo faccia oggetto di scherno più degli altri. Pino non dice niente al riguardo, ma sotto sotto ho l'impressione che ci sia grato per questo. Grato? Dovremmo comportarci così con tutti...
   - Scusa per cosa?
   - Devo andare un attimo.
   - Andare? Andare dove? Ehi! Perché ti stai togliendo il gilet?!
   - Devo andare, scusa. Ci vediamo dopo.
   - Andare?! Ma sei in servizio! Pino! Pino!!
   Esce a passo spedito senza aggiungere altro. In reparto ci siamo lui ed io e Valter non attacca prima di un'ora. Rimango di sasso davanti ad un cliente che assiste incuriosito alla scena.
   - Ehm... doveva andare. - Non saprei davvero cos'altro dire.
postato da DanteHicks alle ore 12:12 | link | commenti (3)
categorie: colleghi
martedì, 18 marzo 2008

Velocità

   Valter: - Uè guajò!
   Michele: - Già fatto?
   Io: - Fatto cosa?
   Valter: - Dovevo sistemare lo scanzìa dei cellulari e aggio finito subito!
   Michele: - Lo scache?
   Io: - Credo sia lo scaffale...
   Valter: - Eheh, sono l'uomo più veloce del munno!
   Michele: - E' un po' ciò che dice la tua ragazza quando siete a letto.
   Io: - Ahahahah!
   Valter: - Ahahahah!
   Michele: - ...
   Io: - ...
   Valter: - ...ehi!!
postato da DanteHicks alle ore 13:42 | link | commenti (3)
categorie: dialoghi
lunedì, 17 marzo 2008

Il senso delle riunioni

    - Michele, ma in sostanza le riunioni a che servono?
    Ieri sera c'è stata la mia prima riunione. Tre ore di chiacchiere con quasi tutti i dipendenti del reparto (commessi, capo settore, responsabile risorse umane e sindacalista), durante le quali si è parlato:
   a) della recente partita della Roma
   b) dei fanta-problemi di Valter con la ragazza
   c) della posizione di Valter rispetto all'attuale questione napoletana
   d) di una vecchia fiamma di Johnatan
   e) ancora della Roma
   f) ancora di qualche aneddoto legato a Valter
   Nel mezzo c'è stato il disperato tentativo di Marco di dare una parvenza di "riunione" a quella che sembrava essere più una serata al bar - qualcuno ha anche proposto di mettere un tavolo da biliardo nella sala riunioni. Ma ogni volta che veniva posto un problema scoppiava un animato dibattito dove, di fatto, Marco non aveva alcun ruolo e i dipendenti più anziani prendevano le decisioni - cioè facevano in modo che tutto restasse com'è. Finché non si tornava a parlare di Valter.
   Ma una riunione non dovrebbe essere così. Ecco perché stamattina, dopo qualche chiacchiera, ho fatto a Michele quella domanda. C'è sicuramente un senso, uno scopo, un perché in queste riunioni, che io devo essermi perso.
    E così mi affido al commesso con maggiori capacità di sintesi esplicative: - Michele, ma in sostanza le riunioni a che servono?
   - A guadagnare 3 ore di stipendio senza lavorare, cercando di occupare quel tempo nel modo più divertente possibile.
   Ora tutto ha un senso.
postato da DanteHicks alle ore 14:22 | link | commenti (6)
categorie: lavoro e paradossi
venerdì, 14 marzo 2008

Made in Cina

   Come mi è già capitato di dire, lo straniero è un cliente molto particolare. Una persona come tutte, che vuole le tue stesse cose, ma con il quale spesso è difficile comunicare. Ma andando avanti nel mio lavoro ho notato che gli stranieri non sono tutti uguali e che ognuno ha delle sue particolarità legate alla cultura d'origine. Ne è stato un esempio uno dei primi bengalesi con cui ho avuto a che fare.
   - Salve signore, deve pagare quel masterizzatore?
   Quest'omino dalla carnagione alla Michael Jackson, le labbra tipo Angelina Jolie e i baffi alla Günther, mi studia un attimo prima di rispondere. Sembra sospettoso.
   - Cina?
   Sono perplesso: - Come?
   - Cina? -, punta l'indice verso il basso.
   - Err, no... Qui siamo in Italia, per la Cina doveva scendere qualche fermata più giù...
   - Cina?! Cina?!
   Stavolta afferro che non sta indicando il pavimento, ma il masterizzatore.
   - Ahh, vuole sapere se viene dalla Cina! Oddio, non ne ho idea signore, aspetti che controlliamo.
   Non ho idea di dove guardare, ma mentre spulcio la confezione centimetro per centimetro, il bengalese guarda attentamente assieme a me. Emana un vago odore di squisitezze speziate e valuto l'idea di farmi invitare per il pranzo.
   Finalmente trovo scritto in un angolino "made in China". Lo guardo con un gran sorriso: - Sì, è fatto in Cina!
   Come se avessi detto la cosa più orrida che si possa immaginare il bengalese fa una smorfia tra l'arrabbiato e il disgustato: - No! No Cina! No Cina!
   Mi dà le spalle e se ne torna tra gli scaffali dei masterizzatori. Credo che stasera aprirò l'enciclopedia per studiare la storia dei rapporti Cina-Bangladesh.
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categorie: clienti
giovedì, 13 marzo 2008

Kalashnikov (2)

   Devo avere un sorriso sardonico sulle labbra quando Marco si avvicina. Dopo che ha parlato con Pietro ha smesso di infastidirmi con rimproveri inutili e credo che abbia intuito di avere un po' esagerato. Da allora parliamo tranquillamente, pur senza grande impegno.
   - Ehi Dante, come va?
   - Tutto a posto, grazie.
   - Come mai quel sorriso?
   Finisco di imbustare alcuni DVD per un ragazzo e mi giro verso di lui.
   - Prima parlavo con Valter di quanto sono rompiballe certi clienti...
   - Ehh, potreste scriverci un libro.
   - Uh, già, suppongo di sì... Comunque Valter ha proposto di tenere un kalashnikov dietro al bancone.
   Sorride e rivolge un'occhiata a Valter, seduto davanti al PC ad uso dei commessi: - Ahah, non sarebbe una cattiva idea! Ma adesso che sta facendo?
   - Naviga su un sito internet che permette di assemblare il tuo fucile personale.
   Ci mette un attimo a realizzare, poi il suo sorriso scompare veloce com'è apparso e il volto sbianca tutto d'un tratto.
   - Valter! Ti devo parlare!
   Passo al cliente successivo mentre le mie labbra s'inarcano ancora di più.
postato da DanteHicks alle ore 12:36 | link | commenti (5)
categorie: colleghi
mercoledì, 12 marzo 2008

Kalashnikov (1)

   - Gesù, da non crederci...
   Non so bene come sia per gli altri lavori, ma quando sei un commesso di un grande centro commerciale sfrutti ogni attimo di pausa come se fossero gli ultimi minuti della tua vita. Lavorare qui ti corrode la materia grigia e se ogni tanto non riposi il cervello finisci per dare di matto. Per fortuna puoi sempre contare sui tuoi colleghi per scaricare la tensione.
   - Quella signora ha piantato una storia infinita perché stava aspettando da ben cinque minuti. Incredibile!
   Valter mi rivolge un'occhiata vacua mentre si riposa appollaiato sul bancone.
   - Camma fa? Chesti so tutti tuccati...
   - Certe volte ti viene solo da sparargli...
   Valter si raddrizza e mi guarda serio. Negli occhi gli passa una strana luce.
   - Sai che c'hai ragione? Dovremmo tenere un kalashnikov appriésso.
   - Eh, sarebbe divertente.
   Lo vedo fissare un punto nel vuoto con aria grave.
   - No, dico sul serio.
   - Beh ma...
   Lentamente solleva le braccia, imitando il gesto di un fucile puntato.
   - Accusì, appena 'na gnòra addeventa rombipalle, glielo punti in faccia e le fai: "Signora, lei ha rotto il cazzo." ca-clik!
   Rimango allibito a guardare Valter mentre annuisce con convinzione ai propri pensieri. Suggerirò a Marco di dargli al più preso qualche giorno di ferie.
postato da DanteHicks alle ore 14:24 | link | commenti (4)
categorie: colleghi
martedì, 11 marzo 2008

Nonsense

   -  Ma insomma! Ci muoviamo?! Sono ben cinque minuti che aspetto!!!
   - Signora, io è tutta una vita che aspetto, ma sono ancora in fila...
   - Eh, ma... eh... ...
   Adoro spiazzare i clienti con frasi nonsense.

postato da DanteHicks alle ore 11:49 | link | commenti (5)
categorie: clienti
lunedì, 10 marzo 2008

Scene di ordinaria follia

   - Signora! Signora!! Ma dove diamine va?!?
   Appena entrato in reparto vengo superato da Pietro che richiama ad alta voce una giovane donna. La signora si guarda attorno sperduta come a dire: "Chi? Io? Che ho fatto?". Finalmente lo sguardo le cade su un cavalletto giallo fosforescente largo un metro e mezzo e lungo poco meno, situato a pochi passi da lei e su cui risalta la scritta "Ingresso vietato". Ovviamente l'aveva sorpassato senza neanche vederlo, o fingendo miseramente di.
   - Oh! Mi scusi! Non l'avevo visto!
   Sorrido col sottofondo di imprecazioni gettate da Pietro. Un'altra settimana è appena cominciata.

postato da DanteHicks alle ore 14:25 | link | commenti (2)
categorie: clienti
venerdì, 07 marzo 2008

Ultimo tiro di dadi per Gary Gygax

  Io: - Ragazzi è morto Gary Gygax...
  Michele: - Il creatore di "Dungeons & Dragons"?! Non ci posso credere...
  Valter: - E cumm'è accaduto? E' stato pugnalato da un coboldo?
  Io: - ...
  Michele: - ...
  Valter: - Ma perché fate sempre così quann' dico qualcosa io?!!

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