Cronache di un lavoro qualunque

Un commesso, come tanti, come tutti, che cerca di arrivare a fine mese sopravvivendo ai paradossi del lavoro quotidiano.
venerdì, 20 novembre 2009

Menti

   Io: - Io mento.
   Michele: - Mh?
   Valter: - Menti? Davvero?
   Io: - No.
   Michele: - ...
   Valter: - Ma cusì hai appena mentito!
   Io: - E se invece avessi detto la verità?
   Michele: - Oh Gesù...
   Valter: - Se fosse vero che menti, prima hai detto 'a verità, perciò non hai mentito!
   Io: - Ahh, come sono sapiente!
   Michele: - Sì, ok. Dante, non è che ogni volta che ti leggi una pagina di filosofia su Wikipedia devi romperci i coglioni così.
   Valter: - Mi sa che stanotte nun duormo...    
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categorie: dialoghi
giovedì, 19 novembre 2009

La polvere nel cervello

   Strofino la punta della scarpa contro il polpaccio per grattarlo: l'ultima zanzara della stagione ha pensato bene di trafiggere il sottoscritto. La signora, intanto, continua a spostare il peso da una gamba all'altra, come se guardasse da due punti diversi lo schermo che ha davanti, per soppesarne meglio le caratteristiche.
   Si appoggia sulla destra. Io tiro su col naso e mi do un'occhiata intorno, casomai qualcun'altro avesse bisogno di me.
   Si appoggia sulla sinistra. Cingo le mani in alto, sopra la testa, e stiro braccia e schiena con un lungo, silenzioso gesto.
   Si appoggia sulla destra. ...incredibile! Mi sono appena reso conto di appoggiarmi anch'io su una e sull'altra gamba seguendo il suo ritmo.
   - Ok, lo prendo - dice infine. E' stata dura, ma la capisco: è l'ultimo schermo della Acer rimastoci ed è in esposizione; una scelta da considerare bene.
   Faccio per andare a prendere la confezione, quando mi blocca per un gomito.
   - Me lo può pulire?
   Le presto un orecchio. - Come scusi?
   Indica lo schermo. - E' impolverato, me lo pulisce?
   Guardo lo schermo, guardo la signora, guardo lo schermo, guardo la signora. - Non è impolverato - asserisco.
   - Beh, un po' di polvere c'è sempre - replica con un accenno di irritazione.
   Annuisco. - Ok, però mi spiace, non ho niente per pulirlo.
   - Ma come! Non ha uno straccio per la polvere?
   Alzo le spalle. - Signora, noi siamo un negozio, vendiamo cose. A spolverare ci pensa la ditta delle pulizie: non abbiamo nessun motivo (e nessun luogo) per tenere stracci della polvere.
   La signora sbatte le palpebre, s'impettisce, sostiene ancora un secondo lo sguardo e poi fa un cenno di assenso e una smorfia di disapprovazione, guardando altrove.
   - Vengo sempre qui e rimango costantemente delusa dal servizio - mormora.
   Ma perché venite sempre qui, mi domando io.
postato da DanteHicks alle ore 16:56 | link | commenti (1)
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mercoledì, 18 novembre 2009

Abbracci

  - Uè, Dante-san.
  Alzo appena il mento e rispondo con voce spenta: - Uè, Valter...
  Il mio compare si mette composto e mi rivolge un'occhiata severa: - E ch'è t'è succèsso? Che c'hai? T'è morto il pesce rosso?
   - Il pesce rosso?
   Si avvicina bisbigliando: - E' che una volta dissi a un amico "T'è morto il gatto?" e lui mi rispose "Sì".
   Ansimo un sorriso. - No, vecchio. Giornata sfiancante, tutto qui.
   - Ma se sei appena entrato.
   - Ho anche una vita fuori di qui, sai?
   Valter sorride un sorriso ebete e allarga le braccia.
   - Abbraccio rivitalizzante?
   - Abbraccio rivitalizzante.
   Ci abbracciamo come gli abbracci del Mulino Bianco, come due lumache che fanno all'amore, come il polipo sulla polipa, come la pasta col pomodoro.
   Sara ci squadra qualche metro più in là. - Non so se essere gelosa o turbata.
   - Non saprei, - commento da sopra la spalla di Valter - ma se vuoi puoi unirti.
   E si unisce.
postato da DanteHicks alle ore 21:04 | link | commenti (3)
categorie: colleghi
martedì, 17 novembre 2009

Peppino Turco's tribute

   - E tu che hai fatto? - chiede Sara, la bocca nascosta dal bicchierino di plastica, gli occhi fissi su di me, attenti al mio racconto.
   Sollevo le spalle e inarco le sopracciglia, mentre con un dito le tolgo una macchiolina di caffellatte dalla punta del naso. - Le ho spiegato che probabilmente aveva bisogno di un decoder, ma ti lascio immaginare la fatica nel farmi capire.
   La porta del corridoio-dipendenti si spalanca con un rumore secco. Valter si guarda attorno e quando ci vede rotea leggermente la testa e socchiude gli occhi. Anch'io roteo appena la testa dall'altro lato, riducendo a mia volta gli occhi a due fessure. Sara guarda prima uno, poi l'altro, basita.
   Poi Valter intona: - Aieressera, oì nanninè, me ne sagliette, tu saie addò...
   - ...tu saie addooò. - gli faccio eco.
   - Addò 'stu core 'ngrato cchiù dispietto, farme nun pò!
   - ...farme nun pooò.
   Sara spalanca la bocca: - Ehm, ragazzi...
   - Addò lo fuoco coce, ma si fuie, te lassa sta! - continua Valter.
   - ...te lassa staaa!
   Con la coda dell'occhio vedo Sara portarsi una mano alla fronte.
   - E nun te corre appriesso, nun te struie, 'ncielo a guardà!
   - ...'ncielo a guardaaà!
   Con un salto Valter mi abbraccia e io faccio altrettanto, cingendogli le spalle e cantando a squarciagola assieme a lui.
   - Jammo, jammo 'ncoppa, jammo jà! Jammo, jammo 'ncoppa, jammo jà! Funiculì, funiculà! Funiculì, funiculaaà! Jammo, jammo, jà! Funiculì, funiculà!
   Di nuovo le porte si spalancano, stavolta con uno schianto sulle pareti. Jonathan ci trafigge con lo sguardo. - Ma vi siete ammattatiti?! Vi sentono in tutto il reparto!
   Valter mi lascia e fa un gesto nell'aria: - E jamm', guajò. C'è sempre 'nu buon momento pe' canta'.
   Jonathan fa per aprire la bocca, poi la serra. Allunga il braccio con la mano tesa, tirando su l'indice. - Tornate... solo... al lavoro. Non voglio neanche sapere che cosa stavate facendo.
   E se ne va.
   Valter ed io ci guardiamo, e sotto voce: - Jammo, jammo, jà! Funiculì, funiculà!
   - Ragazzi, vi adoro - sorride Sara con gli occhi al soffitto.
postato da DanteHicks alle ore 15:39 | link | commenti (3)
categorie: colleghi
lunedì, 16 novembre 2009

Televisori e geriatria

   - Buongiorno.
   Consegno il primo sorriso della settimana a una vecchietta bassotta e severa.
   - Buongiorno a lei, signora!
   - Non mi si vede più la RAI.
   - Non le si vede più la RAI?
   - No. Mi si è rotto il televisore. Funzionava bene, non ha mai avuto problemi, ma l'altro giorno ha smesso di funzionare.
   - Ah, quindi è nuovo. Pensavo le mancasse il decoder.
   Silenzio sahariano. Immagino si stia domandando in quale passo della Bibbia è citato Decoder, figlio di Decomer, re dei Decocomeri, abitanti di Dec... Ok, fermati. Probabilmente gliel'hanno comprato i figli, o i nipoti, e questa poverina non sa di cosa sto parlando.
   - Me lo riparate?
   - Certo, signora. Ha lo scontrino?
   - No.
   Vecchietti e scontrini non vanno molto d'accordo. Traggo un sospiro e mi allento il colletto.
   - L'ha comprato da molto?
   - Eh, ce l'ho dalla casa prima.
   - "La casa prima"?
   - Quando ero a Tor Pignattara, nel '92. Ora sono a Casal De' Pazzi.
   La guardo senza batter ciglio.
   - Ha un televisore del '92?
   - Ce l'ho da prima.
   - Signora, io nel '92 avevo undici anni.
   Mi guarda, sbatte gli occhi, non capisce, sbatte gli occhi, poi chiede.
   - Me lo ripara?
   Sarà una lunga, lunga giornata.
postato da DanteHicks alle ore 14:39 | link | commenti (4)
categorie: clienti
giovedì, 12 novembre 2009

Libero arbitrio

   Jonathan alza un occhio quando gli passo davanti.
   - Dove vai?
   - Esco.
   Si rizza sulla schiena: - Come "esco"?!
   Avanzo, dandogli sempre più distanza: - Sì, ho deciso che oggi smetto prima.
   Una sedia si sposta, passi affrettati, qualcosa mi attanaglia il braccio trascinandomi indietro.
   - Tu non vai proprio da nessuna parte, mio caro.
   Sbraccio e sbraito disperandomi: - Aiuto! Polizia! Mi sequestrano! Polizia! Mi tengono qui contro la mia volontà! Aiutatemi!
   Libero arbitrio un corno.





*No, non sono evaso, ahimé. Però volevo scusarmi per l'assenza di ieri (giornataccia) e per quella di domani (giornataccia-accia-accia). Vi saluto con un abbraccio infreddolito e vi do appuntamento a lunedì prossimo!

Statemi bene, cari miei e care mie,
Dante
postato da DanteHicks alle ore 15:42 | link | commenti (3)
categorie: colleghi
martedì, 10 novembre 2009

Sciatto è bello!

   - Caspita, Dante, non credevo che stessi così male per il tuo pc.
   Jonathan mi batte una mano sulla spalla, facendomi rovesciare un po' di caffè sul pavimento. Sono così assonnato che il primo istinto è quello di chinarmi a leccarlo, ma poi qualcosa nella testa mi suggerisce che no, non è una buona idea.
   - Perché? - biascico con uno sbadiglio.
   Mi passa una mano sulla guancia: - Hai la barba di tre giorni, i capelli sporchi, le scarpe slacciate, i jeans strappati e una felpa con su un teschio e la scritta "Die!"
   Mi guardo la felpa e abbozzo un sorriso incrociato col simbolo del rock'n'roll: - E' un gruppo che spacca!
   Jonathan mi squadra un po' perplesso. Fa un verso di dissenso, poi si gira. Lo vedo osservare Valter, poco più in là, e poi Michele. Infine tiene l'ultima occhiata per sé: dedica diversi secondi a fissarsi le scarpe e i jeans; attraversa con lo sguardo tutta la lunghezza della sua felpa monocolore; fino a sostare sulle mani, già sporche per la polvere del magazzino.
   Scuote la testa: - Certo che noi del Centro facciamo proprio schifo.
   Finisco il caffè. - Non è che facciamo schifo - commento, - è che siamo sciatti.
   Jonathan socchiude gli occhi annuendo: - Sciatti...
   Socchiudo gli occhi e annuisco: - Fa più fico se dici "sciatti", vero?
   E rimaniamo lì, in silenzio, ad annuire. Sciatti.
postato da DanteHicks alle ore 17:01 | link | commenti (5)
categorie: colleghi
lunedì, 09 novembre 2009

Non capire, accetta.

   Sara arriva barcollante con un Mac in grembo, sporgendosi su un lato per vedere davanti a sé.
   - Dante, mi aiuti un attimino con questo coso?
   - Solo un secondo, piccola. - Scribacchio su un foglio con la bic e le vado incontro prendendomi il carico. Sara si asciuga la fronte con una manica e mi da un bacetto sulla guancia.
   - Cosa scrivevi? - mi chiede, mentre andiamo a sistemare il Mac su un ripiano poco più avanti.
   Con un movimento della testa le indico un punto della corsia principale: - Lo vedi quel tizio?
   Segue il mio sguardo interessata: - Quello con gli occhiali e i capelli impomatati?
   - Proprio lui. - Poggio il Mac e inizio a sciogliere i cavi, per attaccarlo alla presa più vicina.
   - E...? - chiede con un accenno di sorriso.
   - Ecco, è precisamente la (vediamo...) quarta volta che entra in reparto, nell'ultima ora.
   Sara fa un versetto divertito: - Indeciso cronico?
   Mi stringo nelle spalle, finendo di srotolare i cavi in basso: - Non capisco perché. Prima è venuto da me e Valter per chiederci un portatile: era piuttosto sicuro di ciò che voleva, e gli abbiamo consigliato quei due modelli che sta fissando.
   - E torna sempre a guardare quei due?
   - Sì.
   Sara gli rivolge uno sguardo pensieroso: - Devono essere molto diversi...
   - No, - mi sollevo - è questo il punto: i modelli hanno quasi le stesse caratteristiche, ma uno costa cento euro di più.
   - Quello con le caratteristiche migliori?
   - No: quello con le caratteristiche peggiori.
   Sara spalanca gli occhi e solleva le sopracciglia, colpita. Misura le mie ultime parole, ma ci mette poco a riprendersi: in reparto siamo più che vaccinati a storie di questo genere. Di nuovo rivolge lo sguardo pensieroso al tipo.
   - Chissà cosa starà pensando...
   - Vuoi davvero saperlo?
   - ...tutto sommato no.
   Do un'ultima occhiata al Mac, per assicurarmi che sia tutto a posto, poi ce ne torniamo al bancone. In quel momento il signore occhialuto si stacca dalla vetrina e si guarda attorno. Quando mi vede alza un dito per chiamarmi e mi viene incontro.
   - Allora, - chiedo con un sorriso - ha deciso?
   Con lo sguardo a terra annuisce: - Sì. Prendo il primo.
   - Quello più scuro? - chiedo.
   - Sì.
   - Quello che costa cento euro di più? - aggiungo.
   - Sì.
   Do un'occhiata a Sara, che guarda il signore con aria comicamente perplessa, le labbra premute assieme che formano una sottilissima mezzaluna.
   - Bene, - inspiro - andiamo a prenderlo.
   Meglio non capire. Meglio accettare.
postato da DanteHicks alle ore 14:34 | link | commenti (5)
categorie: clienti, lavoro e paradossi
domenica, 08 novembre 2009

Premio "Vale la pena ficar de olho nesse blog"! ...qualunque cosa significhi.

Vale la pena ficcare nell'occhio che cosa??

Io sono distratto. Prof., non posso far altro che cominciare come te, visto? D'altronde me lo dicevano le maestre alle elementari ("E' intelligente, ma non si applica" scrivevano) e me lo ripetono tuttora i miei amici e i superiori. Sono distratto, mettiamoci una pietra sopra ("Dove?" "Sulla distrazione!" "Ah, giusto. Scusa, ero distratto."). Per fortuna si può (quasi) sempre rimediare, e così son finito sul blog della mia Prof. preferita, di cui sopra, e ho scoperto che mi ha citato tra i blog che le mettono il buonumore e/o la fanno pensare un po' (ma io penso già troppo nella vita, quindi spero più che altro di metterle il buon umore), consegnandomi così il premio-catena che si usa farsi tra blogger.

Grazie Prof., avessi avuto un'insegnante come te, la mia carriera scolastica sarebbe stata meno travagliata! E allora, dopo avervi segnalato "Dieci minuti di intervallo", che è appunto il blog della mia! cara Prof. (ok, anche un po' degli altri, però soprattutto mia, perché quando la leggo sono solo solino davanti al piccì con un mezzo ghigno ebete che mi sorride la faccia), ne segnalo altri tra quelli che leggo tuttora.

Lo premetto: io non sono un gran lettore di blog, ma devo dire che...

Friday Prejudice
ormai lo consulto settimanalmente, per farmi quattro risate sui pregiudizi di un grande critico di cinema!

XKCD è come io disegnerei una striscia a fumetti!

Il cinema ti guarda non ha più il contributo dell'adorabile Cassiera, ahimé :°(, ma io lo leggevo con così tanta piacevole spensieratezza...

Wulffmorgenthaler è spassosissimo! Ha quella logica dell'assurdo che io adoro!

E niente, mi fermo qui. Ci sarebbe qualcun altro, ma mi sa che l'ho già citato in altri post simili. Così conoscete un altro pezzetto di me che non sia collegato alle righe di questo blog ^__^

Ah, sto prendendo a martellate un po' di maiali: spero che ne escano abbastanza soldi da rifarmi il piccì. Per ora ogni tanto c'è, ogni tanto non c'è: è un problema di hardware, insomma, perché a livello software ho provato proprio tutto. Credo, comunque, che da domani tornerò a scrivere con la consueta quotidianità.

Baci e abbracci alla Prof. e a tutti voi!
Dante

postato da DanteHicks alle ore 13:14 | link | commenti (5)
categorie: varie
giovedì, 05 novembre 2009

Parole chiave (14)

Cari miei,

vi chiedo scusa se ieri ho saltato, ma col PC in questo condizioni sarà così per un po', temo. Io, comunque, mi impegno a fare di tutto per essere il più presente possibile. In più, questa disavventura mi ha fatto saltare le parole chiave del mese scorso con cui la gente è arrivata qui.
Rimediamo? Rimediamo!

Un abbraccio,
Dante





5) Callcenter.splinder.it

Senti, non sono ancora così disperato.

4) Cataclismi 2009

Davvero, siete arrivati qui con questa parola chiave?! Beh, in effetti potrei farvi un elenco che...

3) Tastare tette

E' ciò che farei ogni giorno se fossi una donna.

2) Cerco un video di un uomo che dopo il lavoro ha mal di schiena


Ma no! Ma poveraccio! Ma perché?!

1) Devo trovarmi un qualunque altro lavoro... commesso

Guarda, un consiglio da amico: ma anche no.
postato da DanteHicks alle ore 20:35 | link | commenti (1)
categorie: parole chiave